Il corso in breve

Data di inizio: 13/01/2022

Data di fine: 31/12/2022

Ore formative: 25

N° Crediti ECM: 25

Professioni e discipline: Igienista dentale (tutte le discipline), Medico chirurgo (Chirurgia maxillo-facciale), Odontoiatra (tutte le discipline)

Prezzo: 40 € (IVA inclusa)

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Implantologia dentale: dalla preparazione del paziente alla riabilitazione protesica (22)

FAD ECM 2022  Odontoiatra, Medico Chirurgo e Igienisti Dentali  

Razionale e presentazione del corso

Implantologia dentale corso online per Dentisti con ECM: approfondire on-line le tecniche implanto-protesi. FAD ECM 2022

Obiettivi Formativi

Il clinico che completerà questo corso a distanza, sarà aggiornato su tutti i passaggi necessari per raggiungere il successo implantare. Il corso infatti comprende moduli formativi che vanno dall’inquadramento del paziente da un punto di vista della salute generale e delle condizioni locali, alla preparazione e mantenimento dei tessuti molli da parte dell’igienista e dell’odontoiatra/parodontologo, fino ai protocolli implanto-protesici da impiegare per il trattamento di casi diversi, dalle monoedentulie fino ai pazienti edentuli.

Perché partecipare

L’implanto-protesi rappresenta uno dei pilastri della pratica odontoiatrica corrente. A causa della produzione continua di nuove conoscenze e tecnologie in questo campo, un aggiornamento continuo è il prerequisito per offrire al paziente il trattamento più adatto ai suoi bisogni. Il corso nasce all’interno della IAO, la più autorevole società scientifica italiana in tema di implanto-protesi ed è il risultato di un lavoro di squadra di alcuni dei più autorevoli ed esperti colleghi italiani che si occupano ai massimi livelli della clinica e della ricerca in chirurgia, implantologia e implanto-protesi. Per queste ragioni il corso è da considerarsi assolutamente attuale e necessario alla formazione continua di odontoiatri, chirurghi e igienisti dentari che vogliano approcciare il paziente implantare.


La normativa prevede, dal 23 giugno 2014, un massimo di 5 tentativi per il superamento di ogni Quiz. Il mancato superamento di ogni Quiz entro i 5 tentativi utili non le permetterà di acquisire i crediti previsti per il corso.

Prezzo: 32,79 + IVA

Obiettivo formativo N° 18: contenuti tecnico-professionali (conoscenze e competenze) specifici di ciascuna professione, di ciascuna specializzazione e di ciascuna attività ultraspecialistica, ivi incluse le malattie rare e la medicina di genere.

Id evento: 6 – 339548

Questionario ECM
Compilazione di un questionario di apprendimento al termine di ogni modulo.

Attestato ECM
L’attestato ECM è downloadabile direttamente on-line alla conclusione del percorso formativo e al superamento del questionario ECM con almeno il 75% delle risposte corrette.

Non hai conseguito i crediti ECM per questo corso nei precedenti anni?
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Docenti

Eriberto Bressan, Università di Padova
Alfonso Caiazzo, Odontoiatra, libero professionista presso Studio privato a Salerno
Danilo Alessio Di Stefano, Docente a Contratto in Chirurgia Orale Università Vita e Salute IRCCS San Raffaele Milano, Abilitazione a Prof Associato in Malattie Odontostomatologiche, Libero professionista e Dir San Centro Odontoiatrico Civitali Milano
Sofia Drivas, Igienista dentale, Padova
Marica Gervasi, Odontoiatra, Università degli Studi di Padova
Paolo Ghensi, DDS, Oral Surgery MClinDent, Clin MSc, PhD, Department of Neurosciences, Dentistry Clinic, University of Padova - ITALY
Mario Gisotti, Odontoiatra specialista, Studio Gisotti
Diego Lops, Università degli Studi di Milano
Francesco Ludovichetti, Tutor of Pediatric Dentistry, Ospedale di Castelfranco Veneto, Italia
Alberto Pispero, Dipartimento di Scienze Biomediche Chirurgiche e Odontoiatriche, Milano
Roberto Pistilli, Dirigente Medico I° Liv con Incarico di Alta Professionalità A.C.O: San Camillo-Forlanini- Roma
Eugenio Romeo, Professore Ordinario di Malattie Odontostomatologiche, Presidente del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria Università degli Studi di Milano
Luca Sbricoli, Titolare dell'Insegnamento di Parodontologia presso il corso di laurea in Igiene Dentale, Università degli Studi di Padova, Padova
Martina Stefanini, Ricercatore, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM) Università di Bologna
Michele Stocchero, Docente a contratto, Università di Padova
Raffaele Vinci, Responsabile del Reparto di Chirurgia Orale Avanzata presso l’Unità Operativa di Odontoiatria (Dir. Prof. E. Gherlone) dell’IRCCS San Raffaele
Giovanni Zucchelli, Professore associato confermato, Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie (DIBINEM) Università di Bologna

Programma scientifico

MODULO 1
Inquadramento sistemico del paziente e valutazioni anatomiche a scopo implantare
Roberto Pistilli, Raffaele Vinci, Danilo Alessio Di Stefano

MODULO 2
Preparazione parodontale del paziente implantare e mantenimento dell’igiene attorno alle riabilitazioni implanto-protesiche
Sofia Drivas, Luca Sbricoli

MODULO 3
Gestione dell’alveolo post estrattivo e rigenerazione ossea pre-implantare nella mono-edentulia
Alberto Pispero, Diego Lops, Eugenio Romeo, Mario Gisotti, Alfonso Caiazzo

MODULO 4
La gestione dei tessuti molli peri-implantari
Martina Stefanini, Giovanni Zucchelli

MODULO 5
La riabilitazione del paziente edentulo
Michele Stocchero, Paolo Ghensi, Francesco Ludovichetti, Marica Gervasi, Eriberto Bressan

Abstract contenuti

MODULO 1
Inquadramento sistemico del paziente e valutazioni anatomiche a scopo implantare
Un adeguato inquadramento sistemico del paziente rappresenta un momento fondamentale che deve precedere qualsiasi atto chirurgico ivi ovviamente inclusa la chirurgia orale ed implantare. Peraltro, pensiamo che gli ultimi dati relativi all’aspettativa di vita media continuano ad alzarsi e insieme a loro il numero delle persone sottoposte a terapie farmacologiche per una o più condizioni patologiche. Interessanti a tal proposito sono i dati Eurostat pubblicati nel 2019 che certificano che nel nostro paese l’età media degli uomini è 80,1 anni e 84,6 per le donne. Si comprende quindi come risulti fondamentale un’accurata raccolta anamnestica, eventualmente seguita dai conseguenti approfondimenti clinicodiagnostico-strumentali.
A tal proposito i dati ISTAT ci dicono che le patologie cronicodegenerative già nella classe 55-59 anni sono presenti nel 53,0% della popolazione e tra le persone ultrasettantacinquenni la quota raggiunge l’85,3%.
Con l’età peraltro aumentano anche le persone che necessitano di riabilitazioni implanto-protesiche più o meno importanti. Secondo epicentro in Italia il 22,6 % della popolazione di età compresa tra i 65 e i 69 anni è totalmente edentula.
In conseguenza di tutto ciò conoscere le patologie dei nostri pazienti e i conseguenti approcci terapeutici, che possono impattare in modo diretto o indiretto col nostro piano di trattamento e\o la sua prognosi, risulta condizione imprescindibile per un approccio in sicurezza.
Visto anche il rapido evolversi della farmacologia e delle terapie ad essa conseguenti, sia rispetto a molte patologie, che anche ad aspetti di prevenzione delle stesse o di loro complicanze, risulta quindi fondamentale porre l’accento su tutto ciò e averne appropriata conoscenza In questa il senso e lo scopo di questa Fad. Ma parlando di conoscenza, tutta la chirurgia e quindi anche la chirurgia implantare non può prescindere da un approfondito studio anatomico del distretto di competenza. Il cavo orale rappresenta per tutti, un distretto estremamente complesso.
Quando ci troviamo nella necessità di eseguire una chirurgia implantare o rigenerativa dei mascellari, il nostro compito è risolvere le problematiche del nostro paziente salvaguardando le strutture anatomiche (vascolari-nervose-salivari-muscolari) presenti. Il chirurgo implantologo non può e non deve limitare la propria conoscenza anatomica ai mascellari ma deve allargare le proprie conoscenze ad almeno due distretti molto importanti: la loggia parotidea e la loggia sottomandibolare. In queste due aree anatomiche decorrono strutture con le quali dobbiamo confrontarci nel momento in cui penetrano nel cavo orale. E’ per questo motivo che dedicheremo una parte della mostra FAD alla conoscenza del decorso extra-orale dell’arteria facciale, dell’arteria sottomandibolare e degli altri vasi arteriosi, nonché dei nervi che poi decorrono in prossimità o all’interno delle ossa mandibolari e mascellari. Analizzeremo poi le diverse morfologie delle basi ossee e come modificarle ai fini implantari o come sfruttarli inserendo impianti tiltati o di dimensioni ridotte. Studieremo le diverse inserzioni muscolari, fondamentali nell’allestimento dei lembi e porremo particolare attenzione alla anatomia e fisiologia delle vie respiratorie al fine di comprendere come sfruttare in sicurezza il seno mascellare con lo scopo di incrementare i volumi ossei. Scopriremo come la conoscenza anatomica del tessuto adiposo perimascellare ed in particolare della bolla di Bichat rappresenti un grande ausilio a tutta la chirurgia del mascellare superiore.

MODULO 2
Preparazione parodontale del paziente implantare e mantenimento dell’igiene attorno alle riabilitazioni implantoprotesiche
È fondamentale, nei pazienti candidati alla terapia implantare, recuperare le informazioni relative alle cause della perdita del dente e valutare in modo approfondito i fattori di rischio locali e sistemici della perimplantite e del fallimento implantare. Tra i fattori di rischio locali a cui il clinico deve porre particolare attenzione si annoverano la presenza di infezioni orali in corso, scarsa igiene orale e presenza di biofilm. La parodontite non trattata o trattata in modo inadeguato aumenta il rischio di fallimento implantare poiché le tasche parodontali possono fungere da serbatoi per la colonizzazione microbica degli impianti (Baelum B et al., Implant survival in periodontally compromised patients. Journal of Periodontology 75, 1440-1412, 2004). È dunque necessario eliminare le lesioni da parodontite prima dell’inserimento implantare e stabilire un elevato livello di controllo delle infezioni. Questi due fattori sono essenziali per il successo della terapia implantare sul lungo periodo. In questa sezione verrà discusso, tramite un caso clinico, il trattamento parodontale di un paziente che era stato precedentemente trattato per malattia parodontale in modo inadeguato e candidato alla terapia implantare.
Nella seconda parte del modulo verranno descritti e analizzati i parametri clinici e radiografici per determinare lo stato di salute e malattia delle riabilitazioni implanto-protesiche secondo la nuova classificazione delle malattie parodontali e perimplantari (Araujo MG, Lindhe J, Peri-implant health, Journal of Clinical Periodontology, 8 September 2017). La prevenzione delle patologie implantari biofilm correlate è fondamentale per il successo implantare a lungo termine. La prevenzione delle patologie e quindi il mantenimento della salute peri-implantare viene raggiunto grazie ad una sinergia tra cinque fattori che verranno ampiamente discussi. Il primo fattore essenziale è la valutazione sistematica degli indici clinici durante le sedute di igiene professionale di supporto come il sanguinamento al sondaggio, la suppurazione, la profondità di sondaggio della tasca e variazioni delle profondità nel tempo, la perdita ossea visibile radiograficamente, la mobilità dell’impianto, la presenza di residui di cemento o tartaro sottogengivale. Un altro fattore determinante per il mantenimento della salute è un adeguato protocollo di richiami basato sul profilo di rischio del paziente (Roccuzzo M et al., Ten-year results of a three arms prospective cohort study on implants in periodontally compromised patients, Part 2- Clinical results, Clinical Oral Implants research, 29 July 2011). Gli altri tre fattori che prenderemo in esame saranno il corretto timing delle radiografie di controllo, una adeguata terapia professionale e il mantenimento domiciliare delle superfici implantari.

MODULO 3
Gestione dell’alveolo post estrattivo e rigenerazione ossea preimplantare nella mono-edentulia
E’ ampiamente dimostrato in letteratura, che dopo la perdita di un elemento dentario si ha una alterazione dellʼosso alveolare in altezza e spessore.
Le dinamiche e lʼentità di queste alterazioni sono state studiate sia in modelli animali (Cardaropoli et al. 2003; Araujo & Lindhe 2005), che nellʼuomo (Amler et al. 1960; Evian et al. 1982; Devlin & Sloan 2002; Trombelli et al. 2008).
Queste alterazioni sono molto variabili (Atwood 1962) e Schropp et al. in uno studio del 2003 hanno evidenziato come i 2/3 della riduzione in spessore avvengano proprio nei primi 3 mesi successivi allʼestrazione, arrivando nellʼarco di 12 mesi ad una riduzione del 50%. Il Rimodellamento è provocato principalmente dal riassorbimento del bundle bone che è strettamente dipendente dal legamento parodontale, di conseguenza dalla presenza del dente , la prima fase del riassorbimento coinvolge la corticale buccale in quanto è piu sottile di quella linguale la seconda fase coinvolge entrambe le corticali ( linguale e vestibolare) questo si traduce in un riassorbimento sia orizzontale che verticale con una componente di riassorbimento più evidente sull’aspetto buccale che influenza notevolmente il successivo inserimento implantare.
Le dimensioni dell’alveolo sono una ulteriore discriminante nel patter di riassorbimento osseo in quanto il tempo di esposizione a traumi di vario genere è maggiore in alveoli più grandi (Molari) rispetto ad alveoli piu piccoli è questo si traduce in maggior riassorbimento al livello dei denti diatorici (Engler-Hamm et al. 2011- Araujo 2005). Sulla scorta di queste evidenze la socket preservation nasce come una procedura atta a limitare i processi di rimodellamento nei siti postestrattivi in vista di una riabilitazione implanto protesica. (Jung 2009, Arauho e Lindhe 2005, Fickl et al 2008)
Le procedure descritte in letteratura sono numerose. In genere prevedono lʼutilizzo di biomateriali da inserire nellʼalveolo postestrattivo, associando lʼinnesto a membrane (di varia natura) o il solo utilizzo della membrana.
In casi selezionati è inoltre possibile inserire un impianto immediatamente dopo l'estrazione dell'elemento dentario. Sono necessari buona stabilità primaria e assenza di infezione in fase attiva dei tessuti parodontali. Anche in questo caso le procedure proposte dalla letteratura sono numerose e dipendono dalla tipologia di difetto osseo che residua dopo l'estrazione.

MODULO 4
La gestione dei tessuti molli peri-implantari

Negli ultimi anni la gestione dei tessuti molli peri implantari è diventato un argomento di notevole importanza. L’obiettivo di questo articolo sarà quello di fornire al clinico delle indicazioni precise che possano guidarlo nella scelta della tempistica e della tecnica chirurgica più adeguata. Sebbene non vi sia un accordo unanime nella letteratura scientifica, numerosi articoli (Souza AB, Tormena M, Matarazzo F, Araújo MG. The influence of peri-implant keratinized mucosa on brushing discomfort and peri-implant tissue health.Clin Oral Implants Res. 2016 Jun;27(6):650-5.; Roccuzzo M, Grasso G, Dalmasso P. Keratinized mucosa around implants in partially edentulous posterior mandible: 10-year results of a prospective comparative study.Clin Oral Implants Res. 2016 Apr;27(4):491-6.) concludono che nei settori posteriori, impianti non circondati da una banda di tessuto cheratinizzato adeguata (<2 mm) sembrano essere più inclini all’ accumulo di placca e alla conseguente infiammazione dei tessuti molli perimplantari rispetto ai siti che presentano adeguata mucosa cheratinizzata. Idealmente, l’incremento del tessuto cheratinizzato dovrebbe essere eseguito prima del posizionamento dell'impianto. Tuttavia, in ambito clinico queste tecniche possono essere eseguite in tre diverse fasi: prima del posizionamento dell'impianto, contemporaneamente al posizionamento implantare e dopo il posizionamento dell’impianto. In zone estetica una problematica che spesso ci si trova a dover affrontare è la comparsa di una deiscenza vestibolare dei tessuti molli peri-implantari, definibile come uno spostamento apicale del margine gengivale della corona implanto-supportata rispetto al dente naturale adiacente anche senza alcuna esposizione di superfici metalliche (abutment o spire implantari). Le tecniche di chirurgia plastica parodontale, e in particolare la tecnica bilaminare, (Zucchelli G, Felice P, Mazzotti C, Marzadori M, Mounssif I, Monaco C, Stefanini M. 5-year outcomes after coverage of soft tissue dehiscence around single implants: A prospective cohort study.Eur J Oral Implantol. 2018;11(2):215-224) possono essere utilizzate con successo per ricoprire recessioni buccali e deiscenze del tessuto molle periimplantare, fornendo alla nuova corona protesica un tragitto transmucoso e un profilo di emergenza esteticamente soddisfacente per il paziente.

MODULO 5
La riabilitazione del paziente edentulo

Per edentulismo si intende la condizione di perdita di uno o più elementi dentali. L’organizzazione mondiale della sanità (OMS) considera l’edentulismo una disabilità i cui principali fattori di rischio sono la carie e la malattia parodontale. Quando la totalità dei denti viene persa, si parla di edentulia totale. Per il paziente, tale condizione ha importanti conseguenze dal punto di vista estetico, funzionale e psicologico. Infatti, il progressivo riassorbimento mascellari dopo perdita degli elementi dentali, con conseguente minore sostegno ai tessuti molli peri-orali provoca un rapido invecchiamento nell’aspetto del viso. A ciò si aggiunge una ridotta capacità masticatoria con conseguente perdita di peso. Se a ciò si aggiunge che il paziente edentulo è spesso costretto a evitare alcuni cibi e ha difficoltà nella comunicazione, si può comprendere quanto questa condizione possa portare ad una diminuzione della autostima e del benessere dell’individuo. In generale il paziente edentulo va incontro a una riduzione della salute e della qualità della vita. Sebbene gli studi epidemiologici riguardanti la salute orale abbiano dimostrato una diminuzione della prevalenza dell’edentulia rispetto al passato tale condizione rappresenta ancora un serio problema di salute: nelle regioni nord-orientali d’Italia la prevalenza dell’edentulia totale negli individui sopra i 65 anni è del 44% (Tale percentuale sembra essere maggiore in alcune regioni di Italia (Nord-Ovest) rispetto ad altre (Sud e Isole)
Negli ultimi decenni, si è osservato anche un aumento delle richieste di riabilitazione delle edentulie totali, nello specifico con riabilitazioni con impianti. Storicamente, l’opzione terapeutica più utilizzata in passato è stata la protesi mobile totale a supporto osteo-mucoso. Ad oggi le riabilitazioni con impianti rappresentano una procedura affidabile, visti gli ottimi risultati in termini di sopravvivenza e predicibilità a lungo termine e sono in grado di migliorare funzione masticatoria e qualità della vita del paziente. Le riabilitazioni con impianti osteointegrati possono essere fisse o rimovibili. In caso di edentulismo totale si può realizzare una protesi full-arch di 12 o 14 elementi protesici, sostenuti da 4 o 6 impianti. La detersione da parte del paziente per questo tipo di riabilitazioni, tuttavia, è complesso e spesso indaginoso. Una valida alternativa è l'overdenture, ovvero una protesi totale rimovibile con ritenzione e/o supporto da parte di 2 o più impianti. Questa riabilitazione, anche se non è in grado di conferire una dentatura fissa al paziente, consente un mantenimento igienico più semplice, dato che la protesi può essere rimossa per la detersione quotidiana, permettendo così anche una idonea igiene delle componenti implantari.
Il controllo di placca è un prerequisito fondamentale per mantenere i tessuti-implantari in stato di salute. Una igiene non accurata, infatti, è una delle cause principali delle malattie peri-implantari. La mucosite peri-implantare e la successiva peri-implantite, avendo una prevalenza di 43% e 22% rispettivamente rappresentano delle severe complicazioni biologiche della terapia implantare che potenzialmente possono pregiudicare la sopravvivenza della riabilitazione intera e della salute orale del paziente. Fondamentale, in questi casi, è la diagnosi precoce. La mucosite peri-implantare, rappresentando le prime fasi della malattia, sono un processo reversibile e facilmente risolvibile con terapie non invasive.
Come nella maggior parte dei Paesi industrializzati, anche in Italia la riduzione delle nascite e l’aumento dell’aspettativa di vita ha portato ad un aumento della popolazione anziana. Anche a conseguenza dell’invecchiamento della popolazione, le recenti stime rilevano come stia crescendo anche il numero di impianti inseriti ogni anno. Nel futuro potremo aspettarci un rilevante numero di pazienti anziani con riabilitazioni complete supportate da impianto. Considerando che il paziente anziano ha una ridotta mobilità e percezione neurosensoriale, e che il quadro viene deteriorato dalle malattie neurodegenerative, la mantenibilità igienica degli impianti, specie sulle riabilitazioni fisse può essere considerato un problema emergente.
Le riabilitazioni fisse supportate da impianto possono essere tipicamente di tipo cementato o avvitato. Le riabilitazioni cementate presentano alcuni vantaggi, quali la migliore resa estetica e la minore incidenza di complicazioni meccaniche, ma sono di difficile gestione in caso di rimozione. Di contro, le riabilitazioni avvitate hanno il vantaggio della possibile rimozione al bisogno, ma sono più soggette a complicanze meccaniche ed estetiche. La rimozione di una riabilitazione avvitata, tuttavia, è un procedimento a volte indaginoso e richiede un rilevante tempo alla poltrona.
Una possibile terza opzione nelle riabilitazioni supportate da impianto è rappresentata dalla protesi a ritenzione conometrica. Questa soluzione è in grado di sostenere una riabilitazione fissa grazie al contatto frizionante tra l’abutment e la cappetta della protesi. Tuttavia, tali riabilitazioni sono di facile e veloce rimozione da parte dell’operatore. In tale modo l’operatore può controllare agevolmente lo stato di salute dei tessuti peri-implantari e detergere in maniera accurata tutte le componenti protesiche. La diagnosi precoce di mucosite peri-implantare e il conseguente trattamento, senza la sovrastruttura protesica, è quindi facilitato. Tale soluzione rappresenta quindi una interessante possibilità per quei pazienti che richiedono una dentatura fissa ma che non sono in grado (o che in futuro non saranno in grado) di mantenere una accurata igiene. Per tale motivo la protesi fissa a ritenzione conometrica può essere una valida alternativa alle overdenture.
In conclusione, la mantenibilità igienica delle riabilitazioni su impianti è un tema sempre più importante. L’invecchiamento della popolazione e l’aumentata richiesta di riabilitazioni implantari obbligano il clinico a delle riflessioni sulla mantenibilità futura delle riabilitazioni supportate da impianti. Soluzioni protesiche che permettono una facile rimozione da parte del paziente, quali le overdenture, o da parte dell’operatore, quali la protesi a ritenzione conometrica, rappresentano delle opzioni in grado di poter effettuare una diagnosi e un trattamento precoce e facilitato delle malattie periimplantari.

Responsabile scientifico

Giovanni Lorenzo Lodi
Professore associato presso l’Università degli Studi di Milano

Destinatari

Professioni e discipline: Igienista dentale (tutte le discipline), Medico chirurgo (Chirurgia maxillo-facciale), Odontoiatra (tutte le discipline)

Durata del corso

Il tempo necessario per completare il percorso formativo è di 25 ore. Il corso sarà attivo dal 13/01/2022 al 31/12/2022.

Crediti formativi

Il superamento del test finale consentirà di ottenere 25 crediti formativi.

Provider

Il corso è realizzato da Imagine S.r.l..
Imagine S.r.l. si assume la responsabilità per i contenuti, la qualità e la correttezza etica di questa attività ECM.